Nonterapia

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Beautiful Mind

Tra morte e vita

TRA MORTE E VITA – di Anna Boccalari

sono uscita sul balcone

la nebbia arriva al quinto piano

solleticandomi i piedi

guardo un po’ più in là – sopra l’ovatta – due strade dopo la mia: c’è una scala a pioli che buca il nulla per andare verso il cielo

c’è un uomo che si arrampica sulla luna

si avvicina allo spicchio, prende una corda – et voilà – ecco un cappio

quindi

alla luce fredda

si impicca

è rimasto a penzolare un po’

(c’è poco vento)

così

(come un ciondolo macabro)

cullato dal pianto di un lupo lontano

(che improvvisamente ha sentito un brivido)

 

rientro

chiudendo fuori lacrime di madre in cerca di riparo

 

vado in camera

prendo i miei stivali rossi

e li indosso

 

vedi, amica mia,

la giornata è stata lunga

ho mal di sangue e braccia molli

(tu sai)

 

ma ho preso l’altalena dall’armadio in fondo a destra

(quello con i sorrisi gialli e blu)

e comincio a muovermi e ad agitare piedi e collo e capelli per arrivare là in alto

a liberar la luna dal peso

dell’angoscia in vapore

di quell’uomo che non ha saputo lottare

lassù

(senza le stelle)

è tanto buio

anche la luna è spenta se ti ci siedi di spalle

 vorrei tanto fermarmi lì

a far finta di essere parte di cielo

ma

(con fatica)

abbasso lo sguardo

mi guardo i piedi

vedo gli stivali rossi

e sotto gli stivali

i tetti

e sotto i tetti

un negozio di scarpe colorate

 

ancora aperto

per chi lo vuol trovare

e lasciare su questa strada

orme a pois