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LEGGERE LA TRAMA DELLA STORIA FAMILIARE: RICOSTRUIRE LA PROPRIA AUTOBIOGRAFIA.
CAMBIAMENTO E BURN-OUT
16 e 17 Maggio 2009 – Milano,
Società Umanitaria, Via San Barnaba 48
Un seminario di strategie, visioni, tecniche e idee per
gestire al meglio il cambiamento,
evitare il “burn-out”.
Rilascio crediti ecm per medici e psicologi.

L’astrazione burocratica dei rapporti. Il predominio delle procedure, delle standardizzazioni di ogni iniziativa, della conseguente irresponsabilità e indifferenza personale. Formazione di gerarchie occulte e allontanamento nel sistema di relazioni della creatività personale, della passionalità, della sensazione estetica, delle gioie, dei bisogni interiori, delle tensioni alla scoperta e all’esplorazione delle esperienze. Lo spazio, il tempo, la soggettualità si smarriscono trasformando uomini, luoghi e cose in semplici situazioni, in situazioni complesse. La presa di coscienza di tali fenomeni è il primo passo per giungere alla coscienza liminare, cioè a quello stato di consapevolezza, innanzitutto di sé, dove l’incontro tra realtà e fantasia avviene senza che l’una neghi l’altra.
Giulio Maria Chiodi
Un seminario di strategie, visioni, tecniche e idee per difendersi dagli effetti collaterali delle professioni terapeutiche.
Rilascio crediti ecm per medici e psicologi.
Il seminario è diviso in due momenti:
Lo spazio del cambiamento
Un ribaltamento della visione del cambiamento alla luce di antichi simboli e visioni.
Dalla tradizione greco-egiziana e dalla visionaria sapienza del Tibet una esperienza di straordinaria efficacia per medici e psicologi che devono affrontare e guidare il cambiamento.
Lo spazio del “cambiamento percettivo”
Il TT, il Training Trasvalutativo di nonterapia, nasce nell’ambito della consulenza non terapeutica, e diventa in pochi anni un vero e proprio metodo per la gestione della frustrazione e dello stress. Non è una terapia alternativa, ma una alternativa al modello terapeutico, che, nell’affrontare il tema del disagio legato all’esercizio delle professioni terapeutiche, mette in luce il meglio di sé.

Il burn-out è un fenomeno conosciuto da più di ventanni come disturbo a cui sono soggette particolari categorie di lavoratori, sottoposti, nell’esercizio della professione, a una condizione di stress molto intensa e protratta nel tempo. Letteralmente, in inglese, il termine burn-out significa “bruciarsi”, “essere bruciato”, proprio come si possono definire ”bruciate” le persone chevivono uno stato di grande disagio, di esaurimento emotivo e fisico e di logorio professionale.
Solitamente al burn-out è esposto chi svolge una professione d’aiuto, medico, psicologo, infermiere, assistente sociale, ma possono soffrirne anche insegnanti, poliziotti e altri operatori che lavorano costantemente a contatto con situazioni difficili.
Chi soffre di burn-out ha la sensazione di essere sopraffatto, di perdere il controllo della situazione e perciò vive uno stato di forte disagio emotivo.
Possono contribure all’insorgere del burn-out fattori quali l’isolamento e la mancanza di relazioni interpersonali e affettive significative, l’esagerata tendenza ad aiutare pensando di poter “salvare” tutti e un senso di responsabilità eccessivo.
Le fasi del burn-out
Il burnout pare svilupparsi attraverso varie fasi: la prima, definita dell’”entusiasmo idealistico”, è caratterizzata da una sensazione di onnipotenza, con aspettative spesso poco realistiche.
Segue la fase di “stagnazione“, nella quale si manifestano i primi segni di fatica e si evidenzia il divario tra i risultati ottenuti e ottenibili e le aspettative iniziali. In questa fase dominano la delusione e il disimpegno, dato che le energie investite non trovano un riscontro adeguato nei risultati.
Nella fase di “frustrazione” l’operatore si sente intrappolato e sperimenta una sensazione di fallimento, mettendo in discussione le proprie capacità, insieme a vergogna, senso di colpa e frustrazione.
La fase di “frustrazione” può portare al superamento della situazione, attraverso un ridimensionamento delle aspettative o un cambiamento lavorativo, oppure dar luogo alla fase successiva, quella dell’”apatia”, caratterizzata da freddezza emotiva, demotivazione, incapacità di contatto umano nella relazione o totale indifferenza.
Come gestire il cambiamento?
Come trasformare la percezione del disagio?
Il nostro seminario intende dare una risposta concreta a queste domande.
Condurranno il seminario: Selene Calloni Willliams e Paola Bertoldi, con un intervento di Paolo Angeri che sostiuisce il previsto intervento di Giulio Maria Chiodi.
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